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Archive for marzo 2008

Quasi contagiosa la calma di questo video, in particolare mi ha colpito l’effetto dell’erba che cresce dal parquet… se guardate bene, tra i disegni che compaiono sul muro, c’è una maschera a metà tra quelle di Lunazzi ed una di Munari.

(Via)

(Love Commercial Production Company)

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In confronto a Little People, quella bionda svampita di Polly Pocket non era altro che una povera cretina che si divideva tra case assurde, saloni di parrucchiera, country club e vacanze improbabili dentro a dei porta pillole dalle forme astruse!! Tutto molto dolcino insomma!! Io intanto, nei lontani anni ’90 (pensi!!), giocavo con il Mighty Max e mi sono fatto delle gran ghigne a vedere le ricostruzioni di “vita quotidiana” con gli omarini di Little People!! Consigliamo di non perdere Quiet Sunday, Bad Road, Nuart Show, Small Gods… ma guardatevili tutti!!

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AHAHAH!! Divertente risposta all’insegna degna di un episodio di “My Little Pony”, opera di Ugo Rondinone ed esposta al Nuovo Museo d’Arte Contemporanea di SANAA a New York, di cui ne parlerà meglio l’altra metà dell’Uomo Busta che ne sa di più… 🙂

(Via)

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Eccomi!! E’ da un totale di giorni che sto cercando di mettere insieme un commento decente su uno degli ultimi progetti realizzati da Eduardo, ma a quanto pare mia madre non mi ha dato abbastanza Zigulì da bambino ed ora sono sotto la media e quando si tratta di commentare qualcosa riesco solo a dire: “…è bello.” con un suono gutturale misto tra una risata ed il verso di una foca!! Diversi elementi interessanti sono presenti in quest’opera: la ricerca della sostenibilità rispettando il contesto, la composizione della pianta, la modellazione dei volumi seguendo la topografia, la normativa e le alberature, ed il gioco di contrasti tra il rivestimento in basalto delle supefici esterne (folding?) e gli interni in resina color ambra. Dopo questa vado a scrivere per AD…

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(El-Croquis)

(2G)

(The Plan)

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Ah, ma che soddisfazioni mi regala la terra agli antipodi… volete sapere la bella?
Per una serie di coincidenze e tempistiche (sulle quali non mi starò a dilungare) mi tocca fare il progetto di lab. di progettazione con la volumetria e forma degli edifici arbitrariamente imposta da quel sacco di feci (e continuiamo con l’argomento polacco) di canadese che fa gruppo con me… visto che devo fare tutti gli interni si accettano suggerimenti per smontargli la sua stronzata di edifici alla pseudo-Gehry.

Ma rullino i tamburi… venghino venghino ssssignori e ssssignore… tutto questo abbondare di curve come può esser stato spiegato?
Essendo il complesso oggetto del laboratorio, in maggior parte costituito da case popolari destinate a rifugiati, immigrati, e altra bella gente varia è stato candidamente giustificato da Sua Canadesità, in sede di revisione, col motivo che i profughi arrivano coi barconi via mare!!!!!!
Quindi mare, barche, onde e nientepopodimenoche il faro!!!!!!

Ecco allora nascere questo potpourri di tetti e torri (quasi mancano i tortellini per far quadrare il cerchio, no?)… notare che la torre centrale, che dovrebbe ospitare il vano scale e gli ascensori, ha pure la parte terminale con tanto di vetrata!
Ma che bel faro moderno… pensavo che potrei illuminarci a giorno la città… magari per chiamare Batman!

Chiedo umilmente perdono se sono sconfinato fuori dalla paginetta del suppoSt Smau… però questa era tutta da ridere!

Si accettano copiosi suggerimenti su come progettare gli interni in maniera da ridicolizzare le fregnacce sul faro, onde e quant’altro!

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Pausa caffè

Notizia vecchia come il cucco, ma che volete farci… sto blog dovrà pure esser aggiornato in qualche modo, no?!?!?
Avete 10 minuti di pausa?
Ecco allora… se siete dei barboni andate a recuperare Abitare di settembre (o forse era ottobre?), se invece siete degli spocchiosi Ranzani compratevi un bigliettino aereo per NYC e fate un saltino a vedere il delizioso filmettino di Storefronttettino (tutto rigorosamente detto con la bocca a culo di gallina).
In entrambi i casi l’argomento è la simpatica Guadalupe Acedo, donna di servizio (anzi collaboratrice domestica per esser politically correct in questo periodo di elezioni) della Villa a Bordeaux progettata da Rem Koolhaas, che racconta com’è la vita quotidiana di colei che tira a lucido un pezzo da 90 di architettura contemporanea!

(Abitare)

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Uno sguardo alla nuova Biennale d’Architettura che, come sempre, ci fornirà una scusa per una gita in laguna… o meglio a Campalto Città Eterna!
E chiunque stia per pronunciare la parola “barene”, che venga impiccato all’istante… ah, la Santa Inquisizione… che bei tempi!

Scherzi a parte… seguite il link sottostante per legger quale sperimentazione ha in mente il direttore Aaron Betsky.

(Link)

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