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Archive for the ‘arch’ Category

Sicuramente Sal Paradiso si riferiva a questo cielo quando guardava in direzione del New Jersey dal finestrino dell’auto di Dean Moriarty. Lo stesso cielo che riusciremmo a vedere se fossimo sull’High Line Park a New York. L’8 giugno 2009, l’apertura al pubblico del progetto di James Corner Field Operations, con la collaborazione Diller Scofidio + Renfro, è stata seguita da un enorme entusiasmo mediatico. Foto, video, pubblicazioni però non riescono a trasmettere l’atmosfera che si respira su questo “nastro di verde pensile” che attraversa il Meatpacking District di Manhattan. Sul sito ufficiale ci sono le foto delle varie fasi di realizzazione.

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Pensando all’emergenza Abruzzo

Parole di nostri amici… una lettera a cui ci uniamo.

All’attenzione dei docenti della Facoltà di Architettura di Ferrara

Questa proposta nasce spontanea dalla volontà degli studenti di mettere in pratica la nostra principale vocazione: costruire. Siamo la forza giovane del Paese, siamo il futuro della progettazione. Siamo l’Università, siamo occhi, mani e cervelli a disposizione della popolazione.

Pensiamo che l’Università sia una “piccola Italia”, fatta di ragazzi del Nord, del Sud, stranieri, ricchi, poveri, con diverse storie e diversi credi politici, accomunati dall’amore per il proprio Paese. Vogliamo dare prova concreta della nostra partecipazione e attenzione nei confronti della vita reale, lontana dalla patina dorata dei mass-media, della vita sregolata, del divertimento e della smania di apparire, cui spesso noi giovani siamo associati.

Nell’Università i giovani ci sono.

L’Università sono i giovani.

I giovani sono il futuro.

La tragedia che ha colpito l’Abruzzo ci ha toccato profondamente.

Sapendo che in questi momenti sono necessari fondi, velocità, ingegno, umiltà ed intelligenza chiediamo la possibilità di dare idee ed energie per la progettazione di spazi per l’emergenza.

I nostri docenti sono professionisti con carriere avviate, anche all’interno di studi di rilevanza nazionale ed esiste ormai una forte collaborazione tra Università e piccole e medie imprese delle costruzioni.

Riteniamo, quindi, che ci siano i presupposti economici per una progettazione finalizzata all’immediato e ai bisogni reali della gente e di forza lavoro pronta ad attuare tali progetti.

Siamo quasi 900 studenti, mani per un lavoro completamente gratuito!

Metteteci all’opera, fuori dagli schemi legati a mode ed orpelli da concorso per rispondere alle necessità primarie di molti.

Ci rimettiamo alla Vostra esperienza.

Tutto è possibile e noi lo vogliamo!

RingraziandoVi per l’attenzione attendiamo una risposta,

Cordiali Saluti,

Alcuni Studenti della Facoltà di Architettura di Ferrara
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Questo post è storico, bisognerebbe salvarlo tra i segnalibri: primo perchè sarà il primo ed ultimo (e sottolineo ultimo) a trattare di un progetto di restauro, secondo, perchè sarà il primo ed ultimo (e qui dico: ceeeerto!) a parlare di Berlino!! Le cose da fare sono due: maledirsi per non esser stati a Berlino la settimana scorsa per accedere alle sale fresche di restauro e completamente vuote durante l’apertura straordinaria, e prenotare un volo su eDreams Milano-Berlino ad Ottobre quando sarà completato l’allestimento e ci sarà l’apertura definitiva. Insomma l’ennesima scusa per tornare a Berlino… fatevi la raccolta fotografica pubblicata da “The New York Times”.

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No Rules Just Architecture

LOOK MUM, I’M ON A MAGAZINE!
A questo ci esorta un vanesio poster proprio qui dietro l’angolo… beh, i lettoni NRJA lo guarderebbero facendo spallucce e tirando di lungo, visto che son già stati sia inseriti da Wallpaper* tra i 101 giovani studi più interessanti al mondo, sia hanno partecipato alla Pecha Kucha Night.
Per non perder tanto tempo guardatevi direttamente questo zapping di loro progetti:

Vera-veramente raffinata la villa costruita all’interno del superstite di una fattoria… roba che il Maroc non apprezzerebbe mai!

Inceve il pregiatissimo Lofius, fra i più grandi esponenti del credo LeCorbuseriano, li etichetterebbe subito così: “Ma quanto sono sballati questi qua?!?!? Mi piacciono!”
Sempre sull’onda dell’omaggio al pregiatissimo Lofius, chiudiamo chiedendogli (in quel di BCN): “Ma quant’è brutto il sole di questa sezione?” 😀

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Alcuni progetti, come per esempio la Maison de Verre a Parigi, sembrano avere il fascino dell’oggetto di design industriale, la cura delle forme e lo studio dei materiali. Monolab, organizza gli ambienti della Body House, attorno ad un “blob” contenente i servizi e le scale per preservare lo spazio degli ambienti interni, e gioca con le superfici della facciata come se fossero un tessuto comunicante con l’esterno.

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Refunc è uno studio olandese che, attraverso il riutilizzo di materiale di scarto, propone una nuova idea di architettura, arte e design. Non sembrano partire da un disegno, da un progetto, ma da una problematica, da ciò che trovano sul luogo, reinterpretandola con una sorta d’improvvisazione creativa.

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