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Archive for the ‘eco’ Category

Sicuramente Sal Paradiso si riferiva a questo cielo quando guardava in direzione del New Jersey dal finestrino dell’auto di Dean Moriarty. Lo stesso cielo che riusciremmo a vedere se fossimo sull’High Line Park a New York. L’8 giugno 2009, l’apertura al pubblico del progetto di James Corner Field Operations, con la collaborazione Diller Scofidio + Renfro, è stata seguita da un enorme entusiasmo mediatico. Foto, video, pubblicazioni però non riescono a trasmettere l’atmosfera che si respira su questo “nastro di verde pensile” che attraversa il Meatpacking District di Manhattan. Sul sito ufficiale ci sono le foto delle varie fasi di realizzazione.

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“Cari miei, mi spiace ma non c’è niente da fare: le lingue si devono sapere!”
Altrimenti come farete mai a sopravvivere in un paese straniero?
Beh, forse a far la spesa ancora vi salvate… magari vi accontentate pure di guardar la “Ruota Della Fortuna” senza aver idea di quale sia la frase da indovinare… magari siete anche così impavidi da firmare qualsiasi documento vi mettano sotto il naso, purchè la smettano di blaterarvi in faccia con quella fiatella dal sapore di bacon e fagioli misto caffelatte!
Però trovar qualcuno con cui farsi 4 ghigne… diventa dura se non capisco cosa mi dice…

Beh, questo era quello che pensavo (sbagliandomi di grosso): infatti c’è una cosa all’estero che permette di stringere immediati rapporti e farsi avvicinare da persone completamente sconosciute non appena il tuo accento da pseudo pizzaiolo-campionedelmondo-suonamandolino-pilotadiFerrari si rivela al pubblico… parlo della mafia!
Grazie a lei fredde ed introverse orde di furbacchioni s’interessano di colpo a te per proporti svariate idee per fare un po’ di soldi… e tutto senza che tu abbia chiesto loro nulla!
Questi futuri businessman hanno l’idea giusta e tu, in quanto semplice italiano, la creatività e la capacità giusta per tramutare le loro elucubrazioni in montagne di facili quattrini!
D’altra parte noi tutti viviamo in cittadine dove ci si spara vicendevolmente con la stessa frequenza con cui passa l’autobus delle 7 di mattina… giusto?!?!?
[ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale accaduto]

A parte questi luoghi comuni, di cui siamo vittime e/o protagonisti, mi interessava mostrarvi l’ottimo lavoro (per comunicazione, grafica ed in qualche modo ecologia) che il gruppo di Torino Sistema Solare e Libera hanno prodotto e fatto realizzare a Kalimera sotto la regia di Luca Lumaca.
L’argomento è proprio l’azienda numero 1 nel nostro paese…

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Essendo la nostra interprete di lingue in trasferta (credo che sia turco), dopo una difficile interpretazione delle immagini siamo riusciti a comprendere il genio e la follia dietro questo pratico “Raccogli briciole e sfama l’uccellino”.

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Nothing agency

Dlin-Dlon … “ANNUNCIO per il duo Alrik Koudenburg & Joost Van Bleiswijk: siete pregati di venir a recapitare un pacco bomba nell’ultima stanza dell’interno2 e rifarla da cima a fondo!

Vogliam parlare del magnifico lavoro?
C’è chi, a tal proposito, direbbe: “Ehi bello, guarda questi super studio… 100% assicurato da paura“!

Intrigante anche questo spazio scenografico dove il cartone la fa’ da padrone… quest’ultimo realizzato, però, per una mostra e non per esser vissuto quotidianamente:

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Su Internazionale ho trovato una rubrica di consigli su come ridurre al minimo la quantità di cose che mettiamo in valigia ogni volta che siamo in partenza. L’idea di Knut Karlsen sembra essere uno di quelli, batterie che esposte al Sole si ricaricano grazie ad un pannello fotovoltaico flessibile!

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Refunc è uno studio olandese che, attraverso il riutilizzo di materiale di scarto, propone una nuova idea di architettura, arte e design. Non sembrano partire da un disegno, da un progetto, ma da una problematica, da ciò che trovano sul luogo, reinterpretandola con una sorta d’improvvisazione creativa.

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“Harads” è il concept per un hotel sull’albero. Il cubo, occultato dal rivestimento esterno in vetro, contiene una cucina, una zona notte, una zona giorno ed una terrazza. Benedetti svedesi!

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