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Le date della “Quattro Giorni Delle Arti” si avvicinano… come ogni anno, a chiudere altri 12 mesi di Faf, gli studenti più nobili metton in campo il frutto delle loro serate spese ad organizzare eventi e festa di chiusura.

Passateci a trovare… TUTTI!!!

p.s.: procuratevi l’immancabile tee-shirt e le pins!

L’UomoBusta non passa come un gran romanticone… ma per l’amor del cielo, bene così!
Si faccian avanti, invece, coloro che si voglion bere la graziosa storiella che Marcus Arvonen ci vuole vendere come l’idea ispiratrice del nuovo lume IKEA PS MASKROS… direttamente da DomusTV

Mi stava pure bene sentir il designer figaccione di turno che, con cariolate di umiltà e gli occhioni da bambi ferito, mi raccontava come il disegno del lume fosse ispirato alla natura… ma che il suo progetto venga direttamente da una smielosa e sbrodolosa “passeggiata” in mezzo ai campi con la “fortunata” di turno… ANCHE NO! :)
Comunque sia… Maskros, visto in via Tortona al 20, nello spazio dedicato al ventennale del produttore svedese, ci piace e probabilmente questo ingombrante dandelion luminoso potrà servire presto ad ingentilire quel filo che spenzola dal soffitto… o per lo meno potrebbe servir il riciclare la stucchevole panzana di Marcus.

Ricordate: riciclare, riciclare, riciclare… cominciando dalle migliaia di mini-cataloghi che son stati distribuiti come pubblicità… molto sostenibile :(

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Parole di nostri amici… una lettera a cui ci uniamo.

All’attenzione dei docenti della Facoltà di Architettura di Ferrara

Questa proposta nasce spontanea dalla volontà degli studenti di mettere in pratica la nostra principale vocazione: costruire. Siamo la forza giovane del Paese, siamo il futuro della progettazione. Siamo l’Università, siamo occhi, mani e cervelli a disposizione della popolazione.

Pensiamo che l’Università sia una “piccola Italia”, fatta di ragazzi del Nord, del Sud, stranieri, ricchi, poveri, con diverse storie e diversi credi politici, accomunati dall’amore per il proprio Paese. Vogliamo dare prova concreta della nostra partecipazione e attenzione nei confronti della vita reale, lontana dalla patina dorata dei mass-media, della vita sregolata, del divertimento e della smania di apparire, cui spesso noi giovani siamo associati.

Nell’Università i giovani ci sono.

L’Università sono i giovani.

I giovani sono il futuro.

La tragedia che ha colpito l’Abruzzo ci ha toccato profondamente.

Sapendo che in questi momenti sono necessari fondi, velocità, ingegno, umiltà ed intelligenza chiediamo la possibilità di dare idee ed energie per la progettazione di spazi per l’emergenza.

I nostri docenti sono professionisti con carriere avviate, anche all’interno di studi di rilevanza nazionale ed esiste ormai una forte collaborazione tra Università e piccole e medie imprese delle costruzioni.

Riteniamo, quindi, che ci siano i presupposti economici per una progettazione finalizzata all’immediato e ai bisogni reali della gente e di forza lavoro pronta ad attuare tali progetti.

Siamo quasi 900 studenti, mani per un lavoro completamente gratuito!

Metteteci all’opera, fuori dagli schemi legati a mode ed orpelli da concorso per rispondere alle necessità primarie di molti.

Ci rimettiamo alla Vostra esperienza.

Tutto è possibile e noi lo vogliamo!

RingraziandoVi per l’attenzione attendiamo una risposta,

Cordiali Saluti,

Alcuni Studenti della Facoltà di Architettura di Ferrara
(Via)
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Ahhhhh, casa dolce casa… che bello tornare la sera nel proprio nido, eh?
Ognuno a casa propria fa’ quello che gli pare, vero?
Eh magari… a meno che non rientriate nell’esigua percentuale di multi-milionari con loft (con colf già compresa all’acquisto) in pieno quartiere radical-chic di qualche capitale fashion-trendy-modaiola-pienadifestegiustecongentegiusta-dovesirespiracreatività-fanculoatuttestestorie.

Altrimenti, in ogni casa che si rispetti, non potete non trovare le seguenti losche (per non dire psicolabili) figure: la maniaca della polvere (che riesce a sentire i singoli granelli poggiarsi a terra arrecando divina offesa al pavimento appena lucidato per la 173° volta); la cuoca compulsiva (che esercita le proprie doti ricucinando pietanze all’infinito finchè non è certa di aver raggiunto la perfezione culinaria assoluta… e di aver sfinito gli altri abitanti dell’appartamento); il nullafacente (parassita che si ricorda di sistemare casa solo in concomitanza delle feste comandate, e nei rimanenti giorni dell’anno coltiva la segreta speranza di sentir miagolare i suoi gatti… di polvere ovviamente); lo pseudo-lavoratore 24h/24 (che anche se ha prodotto un paio di ore in tutta la settimana, ed il resto lo ha passato al bar a legger la Gazza, si accampa il diritto insindacabile di lasciare merda ovunque… non parliamo del bagno dove si esprime al meglio delle sue possibilità).

Tutta sta pappardella per dire che, in questo nostro fitto periodo di compleanni, non potevamo ricordarci di questi casi umani, ed essendo l’UomoBusta alla ricerca del giusto regalo per ognuno, lanciamo il primo suggerimento:

Perfetto per la cuoca compulsiva di casa vostra… finalmente stop alle tenerine tonde, o ancor peggio, a forma di cuoVe… che anche le torte si pieghino al credo del folding!
Un salto all’amata IKEA e passa la paura… soprattutto per noi devoti della piega.

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Prima di tutto ti dico pezzoddimmerda… e poi cojone… e poi AUGURI BELLOOOOOO!

Festeggiamo degnamente metà dell’ UomoBusta :D

Un sorriso amaro…

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“Cari miei, mi spiace ma non c’è niente da fare: le lingue si devono sapere!”
Altrimenti come farete mai a sopravvivere in un paese straniero?
Beh, forse a far la spesa ancora vi salvate… magari vi accontentate pure di guardar la “Ruota Della Fortuna” senza aver idea di quale sia la frase da indovinare… magari siete anche così impavidi da firmare qualsiasi documento vi mettano sotto il naso, purchè la smettano di blaterarvi in faccia con quella fiatella dal sapore di bacon e fagioli misto caffelatte!
Però trovar qualcuno con cui farsi 4 ghigne… diventa dura se non capisco cosa mi dice…

Beh, questo era quello che pensavo (sbagliandomi di grosso): infatti c’è una cosa all’estero che permette di stringere immediati rapporti e farsi avvicinare da persone completamente sconosciute non appena il tuo accento da pseudo pizzaiolo-campionedelmondo-suonamandolino-pilotadiFerrari si rivela al pubblico… parlo della mafia!
Grazie a lei fredde ed introverse orde di furbacchioni s’interessano di colpo a te per proporti svariate idee per fare un po’ di soldi… e tutto senza che tu abbia chiesto loro nulla!
Questi futuri businessman hanno l’idea giusta e tu, in quanto semplice italiano, la creatività e la capacità giusta per tramutare le loro elucubrazioni in montagne di facili quattrini!
D’altra parte noi tutti viviamo in cittadine dove ci si spara vicendevolmente con la stessa frequenza con cui passa l’autobus delle 7 di mattina… giusto?!?!?
[ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente casuale accaduto]

A parte questi luoghi comuni, di cui siamo vittime e/o protagonisti, mi interessava mostrarvi l’ottimo lavoro (per comunicazione, grafica ed in qualche modo ecologia) che il gruppo di Torino Sistema Solare e Libera hanno prodotto e fatto realizzare a Kalimera sotto la regia di Luca Lumaca.
L’argomento è proprio l’azienda numero 1 nel nostro paese…

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Non avrei mai associato le forme ed i colori di questo mobilino alle favelas sudamericane, ma Christian Vivanco afferma che sono state quelle la fonte d’ispirazione per la forma, la struttura ed i diversi materiali.

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Tasarim

Essendo la nostra interprete di lingue in trasferta (credo che sia turco), dopo una difficile interpretazione delle immagini siamo riusciti a comprendere il genio e la follia dietro questo pratico “Raccogli briciole e sfama l’uccellino”.

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Questo post è storico, bisognerebbe salvarlo tra i segnalibri: primo perchè sarà il primo ed ultimo (e sottolineo ultimo) a trattare di un progetto di restauro, secondo, perchè sarà il primo ed ultimo (e qui dico: ceeeerto!) a parlare di Berlino!! Le cose da fare sono due: maledirsi per non esser stati a Berlino la settimana scorsa per accedere alle sale fresche di restauro e completamente vuote durante l’apertura straordinaria, e prenotare un volo su eDreams Milano-Berlino ad Ottobre quando sarà completato l’allestimento e ci sarà l’apertura definitiva. Insomma l’ennesima scusa per tornare a Berlino… fatevi la raccolta fotografica pubblicata da “The New York Times”.

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Nothing agency

Dlin-Dlon … “ANNUNCIO per il duo Alrik Koudenburg & Joost Van Bleiswijk: siete pregati di venir a recapitare un pacco bomba nell’ultima stanza dell’interno2 e rifarla da cima a fondo!

Vogliam parlare del magnifico lavoro?
C’è chi, a tal proposito, direbbe: “Ehi bello, guarda questi super studio… 100% assicurato da paura“!

Intrigante anche questo spazio scenografico dove il cartone la fa’ da padrone… quest’ultimo realizzato, però, per una mostra e non per esser vissuto quotidianamente:

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LOOK MUM, I’M ON A MAGAZINE!
A questo ci esorta un vanesio poster proprio qui dietro l’angolo… beh, i lettoni NRJA lo guarderebbero facendo spallucce e tirando di lungo, visto che son già stati sia inseriti da Wallpaper* tra i 101 giovani studi più interessanti al mondo, sia hanno partecipato alla Pecha Kucha Night.
Per non perder tanto tempo guardatevi direttamente questo zapping di loro progetti:

Vera-veramente raffinata la villa costruita all’interno del superstite di una fattoria… roba che il Maroc non apprezzerebbe mai!

Inceve il pregiatissimo Lofius, fra i più grandi esponenti del credo LeCorbuseriano, li etichetterebbe subito così: “Ma quanto sono sballati questi qua?!?!? Mi piacciono!”
Sempre sull’onda dell’omaggio al pregiatissimo Lofius, chiudiamo chiedendogli (in quel di BCN): “Ma quant’è brutto il sole di questa sezione?” :D

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Su Internazionale ho trovato una rubrica di consigli su come ridurre al minimo la quantità di cose che mettiamo in valigia ogni volta che siamo in partenza. L’idea di Knut Karlsen sembra essere uno di quelli, batterie che esposte al Sole si ricaricano grazie ad un pannello fotovoltaico flessibile!

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Body House, Monolab

Alcuni progetti, come per esempio la Maison de Verre a Parigi, sembrano avere il fascino dell’oggetto di design industriale, la cura delle forme e lo studio dei materiali. Monolab, organizza gli ambienti della Body House, attorno ad un “blob” contenente i servizi e le scale per preservare lo spazio degli ambienti interni, e gioca con le superfici della facciata come se fossero un tessuto comunicante con l’esterno.

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